Poche settimane fa, il 3 luglio di quest’anno, Paolo Villaggio ci ha lasciati. Nato a Genova nel 1932, Paolo Villaggio è stato uno dei volti che meglio hanno raccontato l’Italia di questi ultimi decenni in tutte le sue contraddizioni, da osservatore finissimo e anticonvenzionale. Attore, comico, scrittore, sceneggiatore e doppiatore, tutta la sua opera si è sempre contraddistinta per il suo sguardo da sociologo sui generis, irriverente, dissacrante, cinico e acuto. La sua perdita ha rattristato tutto il nostro paese: tanta la commozione, tante le figure del mondo dello spettacolo che si sono strette per salutarlo, tanti gli eventi organizzati per omaggiarlo e ricordarlo. Un’ottima iniziativa qui nella Capitale è stata quella del Teatro Tor Bella Monaca che, dal 7 al 23 luglio ogni fine settimana, ha deciso di tributare la rassegna cinematografica “OMAGGIO A PAOLO VILLAGGIO”.

Omaggio a Paolo Villaggio

Dal venerdì alla domenica alle ore 21 è stata proiettata una selezione dei film più famosi di Paolo Villaggio.

La prima settimana è stata dedicata alla celeberrima maschera del ragionier Ugo Fantozzi, la seconda alle avventure del timido Giandomenico Fracchia, e il terzo fine settimana si è chiuso con pellicole più recenti e film che vedono alla regia maestri del calibro di Mario Monicelli, di Ermanno Olmi e di Lina Wertmüller.

La rassegna si è aperta sabato 8 luglio con la proiezione de “Il secondo tragico Fantozzi” di Luciano Salce (1976), seguita l’indomani dal sequel “Fantozzi contro tutti” diretto da Paolo Villaggio e Neri Parenti (1980). Il ragionier Ugo Fantozzi nasce come un personaggio letterario al centro di numerosi racconti di Paolo Villaggio e proprio impersonato da questo diventa sullo schermo il protagonista di una saga cinematografica che è ormai entrata a far parte dell’immaginario collettivo italiano.

L’uomo medio per eccellenza, l’italiano perennemente vessato dai suoi datori di lavoro, dai suoi colleghi, dalla ripetitività della vita quotidiana. Si ritrova continuamente invischiato in avventure surreali quanto grottesche, come la sua indimenticabile visita al Casinò di Monte Carlo, costretto a sopportare le bizze di un capo che lo obbliga a bere litri e litri di frizzantissima acqua Perrier, che lo incastra in una serie di situazioni surreali, per poi incolparlo dell’esito del gioco. Colpa del ragioniere, questione di varianza.

O come quella serata quando si gioca la più indimenticabile partita di calcio di sempre, una leggendaria Italia-Inghilterra, ma non si può restare davanti alla televisione come minuziosamente pianificato. Il cineforum aziendale organizzato dal potentissimo professore Guidobaldo Maria Riccardelli non ammette defezioni. In programma c’è un film cecoslovacco, ma con i sottotitoli in tedesco.

Film che all’ultimo verrà sostituito con un immortale classico del cinema russo d’avanguardia, la “Corazzata Kotiomkin”, film sul quale il ragioniere maturerà un giudizio netto quanto celebre. Tante improbabili imprese sportive: ciclistiche, calcistiche, tennistiche e sciistiche. Una vasta collezione di imprese disastrose, di figuracce improbabili in società, tanti imbarazzi e una continua frustrazione. Ormai il termine “fantozziano” è entrato nel nostro vocabolario. Secondo Treccani “fantozziano” si dice «Di persona, impacciato e servile con i superiori: quel collaboratore è proprio una figura fantozziana.

Anche, di accadimento, penoso e ridicolo: una situazione fantozziana». Situazioni nelle quali siamo incappati tutti e che viene ormai difficile descrivere con altro termine. Il mondo raccontato da Paolo Villaggio ha toccato e rappresentato una parte della vita di tutti.

Roma ha omaggiato un grande artista con un’iniziativa che ha raccolto un ricordo vivido e partecipato.

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