In mostra al MAXXI di Roma una ricca collezione degli scatti di Letizia Battaglia, la “Fotografa della Mafia”, come è stata battezzata per il suo profondo lavoro di testimonianza attraverso l’obiettivo della realtà mafiosa palermitana.

Fotografia di Michela Gianna Giannotti

La mostra, inaugurata a Novembre, raccoglie più di 200 scatti allestiti in una sorta di labirinto che fa calare il visitatore in un racconto dell’Italia degli ultimi 40 anni.

Ma Letizia Battaglia non ha raccontato solo la mafia, ma anche gli scontri a Milano, il volto di Pier Paolo Pasolini, i malati mentali di Via Pindemonte a Palermo, la città con i suoi misteriosi sguardi e i rioni dai forti contrasti di sole e ombra.

L’impegno sociale e politico di Letizia Battaglia emerge tutto da queste fotografie che denunciano una realtà con gli sguardi degli abitanti impietosi nei confronti dell’obiettivo, il dolore composto e tremendo dei parenti delle vittime delle stragi mafiose, le smorfie dei cittadini, i sorrisi consapevoli e distanti dei frequentatori delle osterie, dei bambini che giocano con le armi, e di quella ormai famosissima ragazzina col pallone in mano, troppo grande per lei. Un ricco mondo di persone (e non personaggi) che paiono gridare a denti stretti che quella realtà esiste, che non la capiremo mai, che siamo tutti colpevoli.

Un lavoro incredibile, quello del reporter, costretto a convivere con centinaia di immagini di sangue, violenza, povertà, per sempre fissati sulla pellicola proprio dalla sua mano, eterni.

Il tutto vissuto da una donna, quando una donna non era credibile come fotografa di omicidi.
La prima donna fotografa a entrare nella redazione di un giornale, l’Ora di Palermo, storico giornale d’inchiesta da cui sono uscite alcune delle penne più incisive del giornalismo italiano, la prima donna e fotografa non solo italiana, ma europea, a vincere il prestigioso The W. Eugene Smith Award, a New York nel 1985.

Innamorata della sua Palermo in cui tornava e da cui cercava di fuggire, fino al tragico 1992, con la strage di Capaci, la morte di Falcone e di Borsellino.

La mostra “Per Pura Passione” si snoda attraverso scatti, provini, materiale inedito, concludendosi con l’installazione Anthologia, con le fotografie più e meno famose che si calano dall’alto, costringendo il visitatore a passarci attorno, e il video omaggio di Franco Maresco.
In mostra al MAXXI di Roma fino al 17 Aprile 2017.

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