Se siete frequentatori di Facebook, l’avrete notato anche voi: le bacheche delle donne si sono riempite di misteriosi cuoricini rossi.
Leggendo nei commenti avrete scoperto che si trattava di un messaggio di sensibilizzazione a favore della settimana della prevenzione del tumore al seno.
FALSO. Ecco perché.

Il messaggio privato che invita a condividere un cuore sulla bacheca Facebook

Anzitutto non abbiamo notizia di nessuna settimana di prevenzione in questo periodo. L’ultimo evento ufficiale di questo tipo, organizzato dalla Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, è stato nel marzo 2016. Né abbiamo notizie da parte di altre associazioni o istituzioni ufficiali.
L’unica notizia che siamo riusciti a reperire è un meeting nel Comune di Seregno, in provincia di Monza e Brianza… ( Fateci sapere se ci sbagliamo, e se esiste invece una densa agenda nazionale questa settimana, in tal caso sarebbe stata comunque oscurata dalla folte nube di cuoricini dal momento che non siamo riusciti a trovarne traccia!)

In secondo luogo, perché una campagna virale non agganciata e nessuna iniziativa specifica, ovvero un’associazione, un conto corrente per fare una donazione, un calendario di visite preventive gratuite, un sito di riferimento, un numero verde etc… è assolutamente inutile.

“ma ho messo un cuore e non ho fatto male a nessuno!” è la replica di molte donne cascate nella catena di Sant’Antonio. Falso anche questo. Perché le campagne finte, se ben riuscite, oscurano quelle vere, che possono dare aiuto e informazione.

Non sappiamo certo chi ha creato questa catena, ma ha avuto successo, come dimostra il tweet di Trenditalia che ci racconta che con oltre 10000 ricerche su Google “Cuore su Facebook” è entrato in Trend su Google Italia.

Non è la prima volta che assistiamo a eventi di questo tipo. Alle volte collegati a campagne vere, come la campagna #unbaffoperlaricerca che invitava maschi adulti a farsi crescere i baffi e pubblicare foto divertenti online. In quel caso, si trattava di sfatare un Tabù per prevenire le patologie urogenitali, ed era collegato a un comunicato stampa ben preciso.

Altre volte si creano bufale anche potenzialmente pericolose, come la sfida delle mamme, finita pare sotto gli occhi della Polizia Postale, per la pericolosa deriva pedopornografica che può avere la pubblicazione di foto di bambini su Facebook.
Per non parlare delle innumerevoli bufale, virus, o inesistenti quanto spassosi avvisi della Guardia di Finanza ( catena, quest’ultima, di nuovo in voga proprio in queste ultime settimane).

Notizie finte, bufale, catene, spesso create ad hoc per acchiappare click su siti, per carpire dati sensibili (età, abitudini, gusti di potenziali target pubblicitari) o per creare trend sui social.

In ogni caso, le persone che più di tutte si sono ribellate a questi fastidiosi cuoricini sono state in gran parte proprio loro, le donne vittime di tumore al seno, che su Twitter e Facebook hanno chiesto a gran voce prevenzione al posto di cuoricini.

Certamente le persone che hanno ingenuamente condiviso questa catena l’hanno fatto in buona fede, aderendo inconsapevolmente a un meccanismo di realizzazione personale nel partecipare a un evento collettivo, alcune volte per sentirsi meglio di fronte all’impossibilità di agire con azioni di volontariato concreto.

L’invito per tutti rimane lo stesso, uomini o donne: prevenire, con gli esami suggeriti dagli specialisti, l’insorgere di patologie tumorali. In caso di una sospetta bufala, provate a cercare riscontro su un semplice motore di ricerca!

SHARE