Sette è un numero magico, che i romani hanno fatto proprio. Sette i Colli e sette i Re che, secondo la leggenda, hanno governato Roma nei suoi primi 244 anni.

I 7 Re di Roma
I nomi dei sette re di Roma li abbiamo imparati a scuola come una filastrocca. Ma li ricordiamo tutti?

IL NOME DEI SETTE RE DI ROMA

I sette Re di Roma sono:
Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo.

Secondo la leggenda, furono loro a coprire quasi 250 anni di regno, dal 753 a.C al 510 a.C., fino a un’insurrezione guidata dall’aristocrazia che portò alla nascita della Libera Res Publica.

Gli esperti concordano sulla storicità di tale monarchia, ma sono perplessi sull’effettivo numero dei re che si sono succeduti e sulla loro durata al potere: sembra infatti improbabile una media di 35 anni di regno a testa.
Inoltre, la tradizione attribuisce a ogni sovrano una particolare riforma in un campo specifico della vita della città, il che avvalora l’ipotesi di una simbologia dietro alla leggenda dei sette Re di Roma.
Ad esempio Romolo, il fondatore della città, avrebbe avuto il compito di dare forma alle istituzioni civili; Numa Pompilio a quelle religiose; Servio Tullio a quelle militari, andando così a completare il quadro di una grande civiltà.

Ecco la durata delle monarchie secondo la tradizione:

  • Romolo (753 a.C. – 716 a.C.)
  • Numa Pompilio (715 a.C. – 674 a.C.)
  • Tullo Ostilio (673 a.C. – 641 a.C.)
  • Anco Marzio (640 a.C. – 616 a.C.)
  • Tarquinio Prisco (616 a.C. – 579 a.C.)
  • Servio Tullio (578 a.C. – 535 a.C.)
  • Tarquinio il Superbo (535 a.C. – 510 a.C.)

Gli storici individuano due fasi del periodo monarchico: la prima, caratterizzata dai primi quattro re, di origine latina o etrusca, in cui il ruolo del Senato e delle assemblee popolari era valorizzato; la seconda, caratterizzata dagli ultimi tre re, di origine etrusca, dalla svolta assolutistica e accentratrice.

CONOSCIAMO MEGLIO I SETTE RE DI ROMA

Romolo, lo conosciamo tutti, è secondo la leggenda il fondatore della città. Di discendenza divina ( il Dio Marte) e leggendaria ( Enea), fu tradizionalmente allevato insieme al suo fratello Remo da una Lupa, ancora oggi simbolo capitolino. Sotto di lui la città fu popolata anche grazie a imprese non del tutto edificanti, come il Ratto delle Sabine.

Numa Pompilio: a lui si attribuisce l’organizzazione religiosa della città, ma anche l’invenzione del calendario come lo conosciamo oggi, con 365 giorni divisi in 12 mesi.

Tullo Ostilio fu un conquistatore: popolò la città con gli abitanti di Albalonga, grazie alla vittoria dello storico scontro Orazi contro Curiazi, e iniziò importanti opere urbanistiche.

Anco Marzio è ricordato per la sua espansione verso il mare: a lui è attribuita la fondazione di Ostia e l’inizio di importanti scambi commerciali via mare. Sotto di lui furono avviate altre importanti opere, come il Ponte Sublicio, il primo ponte sul fiume Tevere.

Tarquinio Prisco fu un grande costruttore: fu lui a volere l’imponente Circo Massimo, la Cloaca Massima, importantissima opera di ingegneria idraulica, il tempio di Giove Capitolino e il Foro Boario, dove si svolgeva l’attività commerciale della città.

Servio Tullio. Da un punto di vista urbanistico è ricordato per la costruzione delle Mmura Severiane, che circondavano i sette colli della città. Da un punto di vista politico, introdusse importanti riforme basandosi sul censo di cittadini e distinguendo chi poteva armarsi da solo da chi non ne aveva la possibilità.

Tarquinio il Superbo fu il re più tirannico: istituì un regime assolutistico e di sospensione dei diritti. La leggenda narra che suo figlio portò al suicidio la giovane Lucrezia. In seguito a questo episodio, il popolo insorse cacciando il re.

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