Si apre così oggi il sito di Vogue Italia, con una gallery di 192 copertine della rivista, dal 1988 a oggi. Già, perché Franca Sozzani, la “Zarina della moda italiana” morta ieri a solo 66 anni, ha battuto tutti i record di permanenza in Vogue, diventando direttrice proprio nell’88.

Amata e invidiata, Franca era considerata una delle donne più influenti del mondo, per la sua capacità di individuare le tendenze in anticipo rispetto a molti suoi stimati colleghi, e di scovare nuovi talenti. Non facile infatti per un giovane stilista emergere nel paese che ha dato i natali a Giorgio Armani, Valentino, Versace, Missoni, Prada, Dolce & Gabbana, solo per citarne alcuni. Franca era una donna che puntava sui giovani, come il figlio Francesco, che a settembre scorso ha presentato a Festival del Cinema di Venezia “Chaos and Creation”, il documentario sulla vita della madre.

Lunghissima la lista di personalità che hanno voluto ricordare pubblicamente Franca, tra cui spicca certamente il racconto della sua collega americana Anna Wintur, famosissima direttrice di Vogue America, accomunata spesso alla Sozzani per il suo carattere ferreo e severo (basti pensare che a lei si è ispirata l’autrice de “Il Diavolo Veste Prada”). Un rapporto iniziato con un’antipatia e andatosi trasformando anno dopo anno fino a diventare una complice amicizia.

Al di là della competitività nella moda, Franca Sozzani, sempre in prima linea in battaglie umanitarie ( aveva appena ritirato lo Swarovski Award for Positive Change ), coraggiosa nel denunciare attraverso le immagini di grandi fotografi nel suo giornale le discriminazioni contro le modelle nere e l’abuso della chirurgia estetica, lascia certamente un enorme vuoto nel mondo della moda internazionale. Era entrata nella leggenda ancora in vita.

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